
Richard e Ana: quando un viaggio diventa un incontro
Ci sono ospiti che arrivano, soggiornano qualche giorno e poi ripartono.
E poi ci sono persone che, quasi senza accorgersene, lasciano qualcosa di sé e portano via un piccolo pezzo della nostra storia.
Richard e Ana sono arrivati a Napoli dalla Spagna. Richard era in città per una conferenza internazionale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma hanno deciso di trasformare il viaggio anche in un’occasione per tornare a vivere Napoli e scoprire nuovi angoli della Campania.
Ischia, Ercolano, Amalfi e Positano sono diventati parte del loro viaggio.
E proprio Amalfi ci ha regalato una curiosa coincidenza.
Richard, ricercatore nel campo dell’informatica e per molti anni professore alla Facoltà di Informatica di Barcellona, qualche anno fa aveva fondato una società chiamata Amalfi Analytics.
Aveva scelto quel nome perché gli piaceva il suo suono e perché evocava qualcosa di bello.
Così, quando me lo ha raccontato, ho pensato che forse il suo ritorno in questa terra non fosse poi del tutto casuale.
Una sintonia nata quasi per caso
Tra me e Richard è nata fin dal primo momento una conversazione diversa dal solito.
Mia madre era spagnola, nata a Zaragoza, e parlare con lui della Spagna, dell’Italia e delle tante somiglianze tra i nostri popoli ha creato immediatamente una sintonia speciale.
Gli ho raccontato quanto sia forte il mio legame con la Spagna e quanto mi senta vicino alla sua cultura.
E lui mi ha detto una frase semplicissima che mi è rimasta nel cuore:
“Me siento como en casa en Italia.”
Forse è proprio questa una delle cose più belle che possa accadere durante un viaggio: arrivare in un luogo lontano e, per qualche momento, sentirlo vicino.
Da ospiti ad amici
Durante i loro giorni a Napoli ci siamo scritti spesso.
Abbiamo parlato dei loro programmi, dei luoghi che stavano visitando e di quelli che avrebbero potuto ancora scoprire.
Ho suggerito loro la Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo, due luoghi che per me hanno un significato particolare anche perché, per molti anni, ho lavorato proprio alla Certosa.
Richard non li aveva mai visitati.
Gli ho detto semplicemente:
“Devi assolutamente andarci.”
E così, forse, sono diventati una delle ultime tappe del loro viaggio napoletano.
Nel frattempo sono arrivate le loro fotografie: un’immagine insieme, una splendida giornata a Ischia, poi Positano e Amalfi.
Ho sempre pensato che Àlyde dovesse raccontare qualcosa in più rispetto a camere, servizi e fotografie.
Dovesse raccontare le persone.
Perché questa casa, che un tempo era la mia casa d’infanzia e che oggi accoglie viaggiatori da tutto il mondo, continua in qualche modo a vivere attraverso le persone che vi entrano.
E forse questa storia non finisce qui
Prima di salutarci, Richard mi ha invitato a Barcellona.
Io gli ho promesso che, se tornerà a Napoli, sarò felice di preparargli personalmente un itinerario per fargli conoscere una città ancora diversa, lontana dai percorsi più scontati.
E gli ho fatto persino una promessa un po’ folle:
se la prossima volta non resterà soddisfatto di Napoli, gli offrirò io il soggiorno.
Perché alla fine un soggiorno non si misura soltanto in una bella camera, nei servizi o in una recensione.
Si misura negli incontri.
Nelle conversazioni nate quasi per caso.
Nelle fotografie che rimangono.
E soprattutto in quella sensazione bellissima che arriva quando, al momento di salutarsi, ci si rende conto di non essere più soltanto host e ospite.
Ma semplicemente…
amici che si sono incontrati a Napoli.
Gracias, Richard y Ana.
È stato un vero piacere avervi ad Àlyde.
E chissà… magari il prossimo capitolo di questa storia sarà scritto a Napoli.
O, perché no, a Barcellona.

















